giovedì 13 agosto 2015

Rigenera le tue cellule di Lumira

Qual'è lo scopo dell'esistenza? Una domanda la cui risposta molti di noi non se la sono ancora data. Una domanda che troviamo spesso nelle elucubrazioni mentali dei filosofi di tutti i tempi. Eppure la risposta è semplice e possiamo anche dire che la risposta è un anche un paradosso. Questa semplice risposta la troviamo nella cultura indiana, ma non solo, anche nell'esoterismo occidentale vi è la stessa risposta, e ripeto, è semplice. Molti non la comprendono poiché probabilmente sono ancora in uno stadio infantile (animicamente parlando) e non sono ancora maturi per capire e comprendere il vero scopo dell'esistenza. Molti altri però ne capiscono l'importanza, ma la meta risulta loro assai difficile. Per alcuni invece sono riposti tutti gli sforzi e tutto il pensiero quotidiano per giungere a questo scopo, senza trascurare le incombenze di tipo più terreno. Per altri vi è questo allontanamento dal mondo materiale e terreno, e questo è un errore purtroppo. Ma arriviamo alla risposta alla nostra domanda, lo scopo dell'esistenza è giungere al risveglio, a quella che viene chiamata in oriente “illuminazione”. Secondo molti insegnamenti orientali e non, una volta raggiunto questo non c'è più bisogno di reincarnazioni continue, la ruota della vita finisce, non c'è più bisogno di tornare sul piano fisico e vivere nella dimensione della materia. Naturalmente giungere a questa meta comporta lavoro, disciplina e soprattutto tempo. Ecco che molte tradizioni pongono l'attenzione anche sulla salute fisica e sul prolungamento della vita. L'Ayurveda per esempio, la cosiddetta scienza della vita indiana, ha come obiettivo proprio questo, prevenire malattie e disturbi, curare gli stessi se fossero già presenti e prolungare la vita, proprio per consentire all'individuo di avere tempo e salute per giungere al risveglio. Ma vi è un altro scopo nella vita che sembra un paradosso dopo che abbiamo visto il precedente. Lo scopo della vita è anche il morire. Ma come? Bene, la nostra parte animica, il nostro vero Sè esperisce sul piano materiale e terreno l'unica cosa che non può fare in altri piani di esistenza, cioè morire. L'anima immortale deve in qualche maniera fare l'esperienza della morte, ecco perché è stato creato il “teatrino” del mondo (dei mondi). Ma allora cosa dobbiamo fare? Fare di tutto per prolungare la nostra vita e giungere magari all'immortalità fisica oppure, ad un certo punto della nostra breve vita, morire? Entrambe le strade sono giuste. Se scegliamo la prima dobbiamo ad un certo punto “convincere” la nostra parte animica che non c'è più bisogno di morire e sfruttare questa nostra lunga vita per giungere al risveglio, nel secondo caso percorriamo la strada della maggior parte degli individui, morire e ricominciare in una successiva esistenza finché un giorno... Ma vediamo questo libro. In effetti qui si parla di ringiovanimento ma non solo, metodi e tecniche (soprattutto meditazioni) per prolungare la nostra vita. Gli insegnamenti hanno un'impronta sciamanica per cui poco o nulla di scientifico, ma a noi della scienza che ci importa? È fatta questa per persone prive di creatività e di fede. Se dobbiamo confermare alla nostra mente razionale quello che già esiste nell'universo non ne veniamo più fuori. All'inizio certo questo è indispensabile per frantumare i sunti e gli insegnamenti che ci sono stati proposti in famiglia, a scuola, ecc., poi certe verità “scientifiche” lasciamole pure agli scienziati (scientisti). Se hai ancora bisogno di verità scientifiche allora continua a coltivarle ma devi essere consapevole che queste sono molto ma molto limitate. Il libro è pieno di esercizi sotto forma di meditazioni da fare magari dopo averle lette e memorizzate oppure registrarle e riascoltare la propria voce guida. Dopo tre parti introduttive il libro è suddiviso in tre capitoli: il ringiovanimento, il rinnovamento di tutti i corpi e la riparazione degli organi. L'impatto, come ho scritto sopra, è di tipo sciamanico per cui si fa largo uso di interiorizzazioni e meditazioni, ma non solo, troviamo anche parecchi consigli per rimedi di tutti i tipi, rimedi il più possibile naturali e fai-da-te. Anche consigli su tecniche ed esercizi che provengono dalle discipline più disparate, dai 5 tibetani, al qi gong ad esercizi di respirazione. Un'interessantissima appendice e una bibliografia terminano il libro. Un CD di meditazioni guidate accompagna il volume, CD molto utile ed interessante. Sono presenti qui 6 tracce di meditazioni guidate, vediamole: 1) Collegamento con il nuovo campo del futuro (in effetti dobbiamo staccarci dall'inconscio collettivo che ci destina all'invecchiamento e alla morte); 2) La nascita (riprogrammiamo un'entrata in questa vita che sia felice ed accettata totalmente da noi stessi); 3) Il viaggio nella cellula corporea (per entrare all'interno delle nostre cellule ed osservarne lo stato); 4) Lavoro con la foto e l'energia dei 4 elementi (le energie dei punti cardinali ringiovaniscono in maniera naturale); 5) Viaggio nel tuo dente sano (diversi sciamani si fanno ricrescere i denti perduti); 6) Riavvolgere il tempo (per modificare la propria età biologica). A chi è interessato al ringiovanimento, sciamanesimo e immortalità fisica il libro è da consigliare senza dubbio, io l'ho trovato molto bello.
N.B.: sono in uscita della stessa autrice un altro libro con Cd e un Video, vai su: Lumira.
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martedì 30 giugno 2015

Cambia il tuo cervello di Rick Hanson

Cambia il tuo cervello, cambia te stesso! Non puoi impedire il cambiamento. Già diverse volte ho affrontato l'argomento cambiamento. O si cambia o si cambia, ovvero, il cambiamento è inevitabile. L'universo è un continuo divenire, nulla è statico, regna l'impermanenza, perché dovremmo non far parte di questa legge? Se non cambi verrai cambiato. Una volta appurato ciò, una volta che ci siamo resi conto che siamo destinati a cambiare, ad evolvere, ci restano due sole possibilità: 1) lasciare che il cambiamento avvenga spontaneo; 2) cavalcare l'onda del cambiamento. La prima possibilità è una scelta di comodità, non facciamo nulla, il cambiamento avviene ma non facciamo niente per accoglierlo, il risultato è la sofferenza. Prima o poi dobbiamo fare i conti con l'universo che ci presenta appunto il conto. Nel secondo caso partecipiamo al divenire, pur nelle nostre possibilità, con i nostri tempi (l'universo è clemente, non ci chiede l'impossibile), continuiamo a cambiare, ad evolverci, le convinzioni di ieri non è detto che siano quelle di oggi. Ora, dopo magari un periodo di oscurità (è la prova per saggiare la nostra pazienza e costanza), raggiungiamo la serenità, acquisiamo la conoscenza, la pace e l'amore sono in noi e la sofferenza non ci tocca più, o quasi. In effetti siamo qui per questo, qual'è il vero scopo dell'esistenza sennò? Molti potranno rispondere che questo è il raggiungimento della felicità, non è sbagliato in quanto la felicità (da distinguersi dall'appagamento) è direttamente proporzionale al nostro stato di serenità e gioia, a loro volta direttamente proporzionali al nostro livello di coscienza spirituale. E quest'ultimo l'abbiamo ottenuto con il cambiamento attuato in noi con lavoro e disciplina, introspezione e scelte oculate. Siamo qui per lavorare su noi stessi, per cambiare in meglio, solo così il nostro destino è in mano nostra. Puoi valutare il tuo livello di consapevolezza osservando la tua vita, quello che ti succede. Come stai di salute? I tuoi rapporti interpersonali come sono? Subisci incidenti? Litighi spesso con chichessia? Ogni sfera della vita che non funziona bene è indice di una sfera interiore da cambiare e mettere a posto. Semplice. Non chiederti come fare a far questo, oramai con un pizzico di impegno puoi trovare risposte ovunque (anche in questo blog ho descritto parecchie strade da intraprendere). Il vero problema è la tua pigrizia, vincere, come dice qualcuno, il tuo bradipo interiore. Questo è il vero problema. Ora stai snocciolando delle scuse? Non hai tempo? Hai troppi impegni? Non ce la fai? Non fa per te? Va bene, il problema alla fine non è mio, è tuo. A me che importa? Alla fine siamo tutti destinati alla felicità e se a te servono parecchi anni o parecchie esistenze questo non ha importanza. Intanto soffri un pochettino che ti rintempri, oppure... Rimboccati le maniche, Subito! Fai qualsiasi cosa, ma falla. Ora veniamo a descrivere questo libro. Personalmente l'ho trovato un po' scontato in quanto non mi ha lasciato nulla di nuovo. Posso però sinceramente scrivere che può essere una buona lettura per molti in quanto offre tutta una serie di consigli e suggerimenti per cambiare atteggiamenti e modi di pensiero che ostacolano il nostro desiderio di vivere una vita serena e felice. Il fatto che non l'ho apprezzato molto è solamente una questione soggettiva, la verità è che quello che ho trovato qui sono tutte cose che conosco già da tempo, ma se lo avessi letto diversi anni fa l'avrei trovato veramente interessante. Procediamo con la descrizione: Il libro, che può benissimo essere definita una guida alla saggezza, è diviso in cinque parti intitolate: 1) Sii buono con te stesso; 2) Goditi la vita; 3) Costruisci la tua forza; 4) Partecipa al mondo; 5) Sii in pace. Ogni parte è suddivisa in vari capitoli che descrivono un argomento e suggeriscono vari modi e consigli per farlo nostro e metterlo in pratica. Possiamo per esempio trovare nella prima parte argomenti come la compassione verso se stessi, rallentare e rilassarsi; nella seconda parte troviamo l'importanza della gratitudine e del sorriso; nella terza parte leggiamo sulla pazienza, l'intuito, la volontà; nella quarta parte si tratta dei sogni, della generosità, della curiosità; ma forse la parte più bella e più utile, in questi nostri tempi ove regna l'egoismo, è la quinta dove troviamo argomenti come il lasciare andare, non reagire, non prendere nulla in modo personale, non lanciare frecce e soprattutto saper amare. In totale sono 52 argomenti sui quali meditare e scegliere quelli su cui vuoi lavorare e che sono i tuoi punti deboli. Un libro che ti permette di cominciare a lavorare su te stesso ed iniziare quindi a cambiare prima che il cambiamento ti sorprenda, e Gesù disse: “Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l'ora”.
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lunedì 25 maggio 2015

Il grande libro di Ho'oponopono di Bodin & Graciet

Oggi vorrei analizzare due aspetti che riguardano Ho'oponopono. Il primo è l'assunzione della responsabilità. Concetto fondamentale per garantire l'efficacia sul mondo virtuale di questa metodologia. Ma alla fine che cosa significa l'assunzione totale della propria responsabilità? La domanda che sorge ovvia è: sono forse responsabile del cancro diagnosticato ad un mio caro? O sono responsabile dell'incidente mortale occorso ad un mio vicino di casa? E ancora, sono responsabile se scoppiasse una guerra e il nostro paese ne fosse inghiottito? Si può benissimo capire l'assumersi la responsabilità per cose o fatti in cui potrei bene o male avere il controllo, fatti che riguardano la mia salute (se fumo e mi ammalo è ovvio che sono responsabile), o il mio lavoro (se vengo licenziato dovrei almeno verificare quanto mi sono comportato onestamente o meno nei riguardi del mio datore di stipendio). Ma fatti che ad una prima occhiata potrebbero esulare dal mio potere o dalla mia influenza come quelli accennati più sopra a titolo d'esempio? Bene, per Ho'oponopono sono responsabile di tutto, al cento per cento. Questo è duro da digerire, e qui sta la maggior difficoltà per molte persone dall'avere dei risultati ottimali applicando questa tecnica. Beh, dovrei dire che molte più persone, allo stato larvale (coscientemente parlando), hanno difficoltà ad assumersi le ben più ovvie e palesi responsabilità: malati di cancro continuano a dare la colpa ai medici, all'inquinamento, alla scienza che deve ancora trovare un rimedio efficace per questa malattia, quando continuano a mangiare come maiali e magari anche a fumare come ciminiere; poveri operai che continuano a dar la colpa al governo, alle banche e ai ricconi per la loro miserevole situazione quando continuano a sperperare risorse, che siano queste in denaro, in beni o in tempo (quanto ne perdono di questo appiccicati a rimbambirsi davanti uno schermo luminoso invece di usarlo per trovare delle soluzioni ai loro problemi?); è inutile continuare. L'assunzione della responsabilità è una meta di potere che magari si raggiunge anche gradualmente. È un'acquisizione di potere perché quando si ammette a se stessi consapevolmente, ed anche interiormente, che siamo responsabili per tutto, e ripeto tutto, diventiamo intoccabili. Siamo ora noi i veri artefici della nostra vita e la dipingiamo, come un pittore la tela, come vogliamo. Abbiamo potere perché non lo deleghiamo più all'esterno, perdendolo in questo modo, ma rimane nostro. E più questa responsabilità è ampia più acquisiamo potere, diventiamo dei maghi, facciamo delle magie se vogliamo usare questo linguaggio, (a tal proposito voglio aggiungere che diverse volte sono riuscito a far smettere di piovere, semplicemente per non bagnarmi, per non parlare di molte altre cose più semplici, se non è magia questa...). Bene, riassumendo diciamo che se non siamo responsabili cediamo il nostro potere a chi è responsabile per noi, chiunque sia: medico, prete, consulente finanziario, datore di stipendio, ecc. Se invece siamo responsabili questo potere è nostro, ed è tanto più quanto è ampia la nostra responsabilità. Aggiungo comunque che una mente razionale abbia bisogno di dati tangibili per far accettare a se stessi molta parte di responsabilità (che non sembra esserlo), e questi dati oramai esistono, per chi non li conoscesse rimanga a leggermi... Il secondo aspetto riguarda le aspettative. Vogliamo che si realizzi qualcosa, preghiamo, facciamo ho'oponopono, oppure anche altre tecniche, e poi attendiamo con ansia, ma nulla avviene. Rimaniamo delusi e ci scoraggiamo. Ebbene la colpa è dell'aspettativa, cioè di quello stato che ci fa attendere con trepidazione, desiderio, ansia, che si verifichi quella data cosa. Il segreto per scavalcare questo ostacolo è quello di fare in modo che quella situazione che vogliamo sia come già avvenuta, sia già parte della nostra vita, ringraziare per questo e non pensarci più. In parole povere bisogna fare in modo che la mente razionale non si frapponga fra noi e la cosa o situazione voluta che è già nostra, il fatto che non la percepiamo è solo una sfumatura che riguarda il tempo, sta a qualche passo lì nel nostro futuro, ma fa già parte della nostra vita. Possiamo anche dipingerla così: il nostro sé superiore, che ha il potere di attuare modifiche di qualsiasi natura nel nostro mondo virtuale, può farlo solamente se glielo lasciamo fare. Se interviene la nostra mente il sé superiore gentilmente si ritrae, cosicché non avviene nessuna modifica. Libero arbitrio, ricordi? Gesù, da grande sciamano e mago che era diceva: Se aveste fede quanto un granello di senape potete dire a quella montagna di spostarsi e quella si sposterà, (per ora mi sto esercitando con dei sassolini...). Il libro: è diviso in tre parti, ognuna scritta da uno dei tre autori. Non è nulla di eccezionale, a parte qualche pagina illuminante contenuta in special modo nella prima parte. La seconda parte contiene delle spiegazioni più razionali, un approfondimento adatto anche per chi ha una mente più “dura”. Aggiungo però che questa mia constatazione è dovuta al fatto che non sono nuovo all'argomento, per un neofita questo libro può risultare molto bello e illuminante, ed ha il pregio di avere tre visioni e di conseguenza tre spiegazioni differenti, ognuna con i relativi lati positivi.
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martedì 14 aprile 2015

La mistica del denaro di Jack Lawson

Eccomi qui dopo un'altra pausa forzata (speriamo che sia l'ultima di questo periodo...). In questi ultimi giorni mi sono messo a meditare su un messaggio che anche questo libro tratta, ovvero l'esistenza di due tipi di ricchezza, quella interiore e quella esteriore. Quando si chiacchiera o si discute di ricchezza viene naturalmente in mente la ricchezza esteriore, chiamiamola pure ricchezza materiale, e quasi mai si pensa alla prima, quella interiore, definiamola pure una ricchezza mentale o più sottilmente spirituale. Quest'ultima è molto più preziosa ed indispensabile della ricchezza esteriore, che senza quella che abbiamo dentro di noi può durare ben poco o può solamente arrecarci danno. Facciamo un bel giochino. Ipotizziamo le quattro situazioni principali, (poi descriviamo un pochino cosa si intende principalmente con ricchezza interiore ed esteriore). Una persona può mancare di entrambe queste ricchezze, oppure può avere la ricchezza esteriore ma non avere quella interiore, oppure può non avere nessuna ricchezza esteriore ma essere molto ricco interiormente, o nell'ultimo caso, può godere di entrambe queste ricchezze. Non a caso le ho scritte in quest'ordine, partendo da una situazione, diciamo così, più miserabile, fino ad arrivare alla situazione migliore. Essere poveri esteriormente e interiormente è la situazione più brutta, l'uomo in questo caso è abbruttito, simile alla bestia, la miseria interiore si riflette sulla realtà esterna rendendo la vita dell'uomo un calvario quotidiano. Si instaura in questa situazione un circolo vizioso da cui è molto difficile uscire, ma non impossibile. Solo un cambiamento interno, dei pensieri e del sentire interiore di un individuo in questa situazione può salvare l'individuo stesso. Toccando veramente il fondo si può ottenere la spinta per risalire o aimeh, affogare del tutto. Il cambiamento deve essere interiore perché uno esteriore può solamente posticipare la resa dei conti finale ma non risolve la situazione. Vediamo il secondo caso. Questa è la tipica situazione in cui vengono comunemente dipinte le persone ricche dal ceto medio o povero. Una ricchezza esteriore associata ad un atteggiamento interiore povero. Ecco che il ricco, come il famoso personaggio del racconto di Dickens, è avaro, ha paura di perdere le sue ricchezze, è disonesto, non ama se non una cosa sola: il suo denaro. Questa situazione non può durare a lungo, o se perdura per tutta la vita non è il modello di una vita bella, serena e felice. Il denaro è diventato padrone della mente di questa persona e così il ceto medio e povero ha coniato la celebre frase: “Il denaro non da la felicità”. Qui mi vengono in mente due frasi di due celebri attori, che la sapevano lunga ovviamente, la prima è di Groucho Marx: “I soldi non danno la felicità, ma le cose che rendono felici costano un sacco di soldi”, la seconda frase è di Woody Allen: “I soldi non danno la felicità, figuriamoci la miseria”. Queste frasi, che hanno anche un leggero tocco umoristico, la dicono tutta sul concetto di denaro e felicità, a chi ha orecchie da intendere intenda. Il terzo caso è quello di un uomo che magari non ha nulla a livello materiale ma possiede tutto interiormente. È ricco sia mentalmente sia spiritualmente, la ricchezza esterna arriva in automatico, possederla o meno diventa solo una scelta di vita. Celebre la frase di Gesù: “Cercate prima il Regno, il resto vi sarà dato in aggiunta”. Una persona in questa situazione non si preoccupa, se ha bisogno di soldi sa che al momento giusto arriveranno come per magia. L'ultimo caso appartiene a quell'uomo che vive la ricchezza esteriore possedendo anche quella interiore. Il terzo e quarto caso sono la perfezione e sono differenti solamente per quel che riguarda la scelta di vita: uno sceglie di non preoccuparsi dei beni terreni, l'altro sceglie di possedere anche quelli avendo capito che la credenza di origine religiosa che vuole l'uomo spirituale povero materialmente è una pura sciocchezza (la religione è un'invenzione umana e non divina, per cui è fallace, punto e basta). Tutto questo deriva da una falsa interpretazione di Gesù quando dice che è più facile per un cammello passare dalla cruna di un ago che per un ricco entrare nel Regno. Beh, se crediamo a ciò allora Gesù si è contraddetto poiché anche prima ho citato la frase “Cercate prima il Regno, il resto vi sarà dato in aggiunta”. Ovviamente Gesù non era così sciocco da contraddirsi, quando parlava del cammello e del ricco si riferiva al ricco in spirito, contrapposto al povero in spirito (quello delle Beatitudini per capirsi). Il povero in spirito è un atteggiamento interiore che si può associare benissimo al concetto di Vuoto interiore di stampo Taoista, (celebre il racconto Zen del Maestro che versa il Tè che trabocca allo scienziato...). Bene, non spendo parole per descrivere la ricchezza esteriore, tutti sanno che cos'è. Descrivo brevemente quella interiore. Ho descritto questa come una ricchezza che comprende sia la mente sia lo spirito. Possiamo associarla ad una forma di Conoscenza (ho scritto Conoscenza con la C maiuscola come faceva Don Juan nel descriverla a Castaneda per distinguere la “conoscenza” tipicamente scientifica e causalistica dalla “Conoscenza” sciamanica, magica e spirituale), un sapere interiore che ci rende ricchi, padroni e responsabili della nostra vita, consapevoli di far parte del Tutto, che l'unica vera arma che ci consente di vincere è l'Amore e non l'odio. Ok, ecco il libro. Un libretto molto scorrevole e veloce da leggere, semplice ma che trasmette la grande Conoscenza interiore dell'autore. Saper cogliere tutte le sfumature e i messaggi che vuole trasmettere non è sempre facile, (se lo avessi letto anni fa avrei capito meno della metà). Contiene comunque dei principi fondamentali sulla ricchezza, per esempio il principio del saper donare con il cuore, il principio della necessità di risolvere alcune credenze negative sul denaro, e non solo, risolvere i conflitti con il nostro passato e con i nostri genitori, per esempio. Il principio del saper amare incondizionatamente (una vera calamita per la ricchezza e per la prosperità). Il libro contiene anche alcune idee personali che comunque non ne impoveriscono il contenuto globale. Un libro per chi vuole un approccio alla ricchezza che sia di stampo più spirituale che materiale, un libro che consiglio vivamente!
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domenica 15 marzo 2015

Pnl Segreta di Giacomo Bruno

Quando hai uno scontro con una persona, di qualsiasi tipo, tendi a lasciarti guidare dalle emozioni o ad ottenere il miglior risultato possibile? Questa persona potrebbe essere il tuo datore di lavoro, un tuo famigliare, uno sconosciuto, un impiegato in un ufficio pubblico, ecc. Tutti abbiamo a che fare con situazioni simili. Come le affronti quando non ti trovi d'accordo con quella persona? Se non hai il controllo delle tue emozioni è facile che ti lasci condurre da queste e ti ritrovi a litigare, offendere e ovviamente in questo modo non porti a casa nessun risultato. Anzi, probabilmente avrai peggiorato la situazione avendo sollevato un muro che difficilmente riuscirai poi ad abbattere. Un altro metodo è usare la strategia, essere diplomatici, magari subire anche qualche offesa ma rimanere impassibili e naturalmente avere come obiettivo il raggiungimento di un risultato: ottenere quello che ti avevi prefisso, risolvere una controversia, avere dei vantaggi. Molto meglio la seconda strada non trovi? Che alla fine poi ti ritrovi a rimuginare sul fatto di essere stato definito idiota o stupido è un atteggiamento tipicamente egoico che non porta nessun vantaggio. Lo so che è arduo rimanere impassibili davanti ad una persona che magari ti offende pesantemente ma se magari conosci determinate tecniche questi avvenimenti possono anche essere evitati. Non solo, porti a casa sicuramente dei risultati e forse ti ritrovi ad avere un nuovo amico. Questa che ho descritto è solo una situazione, che mi è venuta in mente, che puoi ritrovarti ad affrontare in maniera efficace attraverso lo studio della Pnl. Alla fine, gira e rigira, tutte le discipline ci insegnano le stesse cose, usando tecniche diverse e descrivendo anche risultati diversi, ma il succo rimane lo stesso. Per esempio l'alchimia pone l'accento su risultati più spirituali mentre per la pnl i risultati sono più tangibili o materiali (uso questo termine in senso positivo). Mi viene ora in mente che un gran bel manuale dove sono racchiuse molte tecniche è il nuovo testamento, peccato che sia sempre stato interpretato abbastanza male, (forse un giorno ne scriverò un commentario, vedremo). La pnl in definitiva è una disciplina, un insieme di tecniche atte a portarti all'eccellenza. I due “inventori”, definiamoli così, Richard Bandler e John Grinder non hanno in effetti inventato nulla, hanno solo raccolto e definito tutta una serie di accorgimenti, di metodi che ci permettono di eccellere, di portare a casa dei risultati, di perseguire degli obiettivi. Un'altra particolarità della pnl è che è una disciplina prettamente pratica, poca teoria e largo spazio ad esercizi, tecniche e sperimentazioni. Ecco forse svelato il segreto della sua efficacia. Questo che presento qui è un ebook veramente interessante, scritto da un autore capace e un “divoratore di libri”, (Giacomo racconta infatti che all'età di 13 anni si iscrisse al corso di lettura veloce, tecnica che ha sempre messo in pratica e col tempo migliorata). Giacomo Bruno è anche un noto editore della più grande e famosa casa editrice italiana specializzata in ebook. L'autore spiega anche il percorso formativo, suddiviso in tre livelli, che una persona può intraprendere se desidera studiare la pnl: pratictioner, master e trainer (quest'ultimo livello si raggiunge solamente facendo il corso con Bandler stesso). Naturalmente Giacomo Bruno è anche trainer di pnl, livello che consente di poter così insegnare ad altre persone la pnl, nei corsi pratictioner e master. In questo ebook, Pnl segreta, vengono descritti, dopo un primo breve capitolo dedicato a che cos'è la pnl, i pilastri della pnl stessa, ovvero la comunicazione, la motivazione e l'autostima. Nel capitolo dedicato alla comunicazione si impara per esempio a differenziare i tre tipi di comunicazione che noi adottiamo inconsapevolmente, la comunicazione verbale, non verbale e paraverbale, qui descritti molto dettagliatamente. Nel capitolo dedicato alla motivazione si parla invece di obiettivi e varie tecniche per raggiungerli (con le cinque caratteristiche di un obiettivo ben formulato). Infine nel capitolo dedicato all'autostima viene spiegato che quest'ultima è influenzata dalle nostre convinzioni o credenze. Qui troviamo un interessante esercizio insegnato in origine da Anthony Robbins per eliminare le nostre credenze limitanti. Ovviamente avere una buona autostima di sé è un requisito base sia per raggiungere i nostri obiettivi e sia per avere una efficace comunicazione. Ecco che, tirando le somme, è opportuno lavorare sulle nostre credenze limitanti. L'ebook continua presentando nei successivi capitoli il modellamento, sia quello conscio sia quello inconscio. Il modellamento non è altro che la tecnica del “copiare” i geni, chi eccelle in qualcosa. Copiarne il comportamento, la comunicazione, l'atteggiamento, ecc, ci aiuta a raggiungere gli stessi obiettivi del genio in questione. Modellare quindi, sia a livello consapevole sia a livello inconscio. In questa parte dell'ebook vengono descritti i livelli logici di Robert Dilts (altro geniale autore di libri sulla pnl). Capire e studiare i livelli logici non solo potrà aiutarci a modellare in maniera ottima ma ci aiuterà anche ad essere allineati al 100% consentendoci così di raggiungere i nostri obiettivi. Il modellamento inconscio con i relativi esercizi presenta degli aspetti particolari e non meno interessanti rispetto al modellamento conscio rappresentato dallo studio dei livelli logici di Dilts. Un ultimo capitolo dedicato alle strategie avanzate chiude l'ebook. Qui troviamo descritto il ricalco e l'uso che se ne può fare con svariati esempi dimostrativi. Un ottimo ebook quindi per avere una panoramica su quello che può insegnarci lo studio di un'affascinante disciplina che, dopo quasi quarant'anni dalla nascita, rimane una tecnica fra le più efficaci per aiutarci a migliorare e farci eccellere in ogni settore della nostra vita.
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sabato 7 marzo 2015

Invito alla lettura (e non solo)

In questo articolo vorrei parlare un po' di me. O meglio, di quello che mi piace. Se mi segui da un po' o se sei capitato ora qui per la prima volta avrai certamente capito che mi piace leggere. Ma gli argomenti che tratto in questo blog, i libri che recensisco, sono solo una parte delle mie letture, letture che alterno in base a momenti e periodi della mia vita. Non solo libri che spaziano sull'argomento “crescita personale” dunque, ma anche per esempio romanzi classici, fantascienza (un vecchio amore che non mi ha mai abbandonato), libri che trattano di misteri come archeologia proibita, alieni, cospirazionismo, storia, e recentemente anche letture che riguardano l'economia e la finanza. Insomma un po' di tutto. Le letture che richiedono un impegno minimo da parte mia, libri che posso definire di intrattenimento come i romanzi, me li godo soprattutto quando sono a riposo, mentalmente parlando. In vacanza ecco che mi piace leggere qualche bel romanzo classico o qualche piacevole avventura planetaria, mentre quando sono a casa ecco che mi dedico a letture più impegnative, libri formativi, saggi, manuali ed altro. Perché scrivo questo? Beh, credo che la lettura, o per meglio dire i libri, siano una delle più grandi ricchezze che possediamo ai giorni nostri. Possiamo trovare di tutto, anche gratuitamente se vogliamo, (pensa solo alla biblioteca della tua città, o a biblioteche virtuali dove poter scaricare gratis romanzi di pubblico dominio, la mia preferita è Liber Liber), e comunque l'acquisto di un libro ha veramente un impatto lievissimo anche sulle finanze più strette. I libri ci sono sempre stati ma mai come in questo periodo storico sono alla portata di tutti, almeno per noi occidentali. Il problema è l'impegno che ognuno deve assumersi per apprendere la conoscenza tramite i libri. Ma perché i libri sono una ricchezza? Perché un libro aumenta il tuo valore e la tua conoscenza, qualità che possono trasformarsi col tempo in ricchezza. Se hai un hobby e leggi anche due libri al mese che parlano di quell'argomento, nel giro di qualche anno diventi un vero esperto di quel settore, e magari col tempo puoi mettere a frutto il tuo sapere, e forse arrivi a farne una professione. Finalmente puoi lavorare e guadagnare per vivere facendo quello che ti piace (sempre che il tuo hobby non sia cambiato, succede!). Questo vale per i libri formativi, i saggi, i manuali, ma i romanzi a che servono? Il romanzo amplia le nostre vedute, ci fa uscire dai nostri schemi, almeno in quei momenti che siamo immersi nella lettura. Immaginiamo, anche visivamente, di partecipare a quella storia e, come forse saprai, le cose immaginate sono interpretate come vere da parte del nostro cervello. L'inconscio infatti non fa differenza fra eventi realmente vissuti ed eventi vividamente immaginati. Pensa un po', puoi assorbire molteplici esperienze solamente leggendo storie scritte da altri. Anche per la fantascienza vale questo, anzi, ho sempre pensato che sia un genere, forse “il genere”, che meglio di tutti ci aiuta ad ampliare le nostre vedute rispetto al mondo. Ci aiuta ad infrangere quei limiti tipici delle nostre convinzioni assorbite durante il nostro apprendimento famigliare, scolastico, sociale, ecc. Ti accorgi che nell'universo nulla è impossibile, e tutto è già avvenuto. Secondo certi autori se una storia è stata immaginata da una mente, questa storia esiste realmente, o è esistita, da qualche parte in questo nostro immenso universo. Se immaginiamo e viviamo intimamente una storia che leggiamo ecco che ne facciamo l'esperienza, così non necessitiamo (in teoria) di esperire nella realtà quella situazione o quell'esperienza da noi letta. Ecco perché è utile leggere anche romanzi e storie. E magari ci accorgiamo che se la storia è particolarmente commovente ci ritroviamo al punto di piangere (come quando guardiamo i film drammatici). È la nostra anima che si commuove! Avrai sentito che secondo la LOA (legge di attrazione) è fondamentale pensare sempre a cose positive, pensare al meglio, essere ottimisti e cercare di fuggire le cose spiacevoli e negative. Bisogna, secondo me, fare dei distinguo. Molti pensano che il dolore, il dramma, la sofferenza siano cose da fuggire a tutti i costi. Queste persone cercano di vivere sempre e comunque nella spensieratezza, cercando di evitare questi sentimenti come se comportassero un male assoluto. In realtà, come in tutte le cose, è opportuno essere in equilibrio. Onorare, come chiarisce l'astrologia esoterica, Saturno, dio severo e dispensatore di prove difficile e non sempre piacevoli, e Giove, dio benigno che dona prosperità, gioia e benessere. Attenzione, non sto dicendo che devi cercare di essere tenebroso, triste o addolorato, sto dicendo che se ti capitano cose spiacevoli probabilmente non hai onorato il lato oscuro di te stesso, o forse è meglio dire che non hai esperito quell'esperienza che ti sta capitando. La LOA parla in realtà di non attaccarsi a emozioni negative, che è diverso. Queste sì che sono da fuggire il più possibile (rabbia, rancore, vittimismo, lamentela, sai di che parlo...). Ma se devi commuoverti ascoltando un melodramma musicale, guardando un film drammatico o leggendo un romanzo triste ecco che stai facendo un'esperienza positiva, stai onorando la parte divina rappresentata da chi ancora soffre e vive nel dolore, e stai onorando il tuo lato oscuro che ha ancora bisogno di fare determinate esperienze. E soprattutto cerca di essere in equilibrio: divertiti, ridi, commuoviti e ogni tanto piangi...